“Il sogno americano”: 4 anni fa la Travelling Fellowship in Usa

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Ricorre in questo periodo l’anniversario del Travelling Fellowship svolto dal dott. Alfredo Lamberti negli USA. Nel 2016 l’ortopedico è risultato vincitore di una borsa di studio dell’American Association of Hip and Knee Surgeons (AAHKS) che lo ha portato ad approfondire gli studi sulla chirurgia dell’anca e del ginocchio in alcuni dei più prestigiosi Centri di Chirurgia Protesica degli Stati Uniti d’America come:

 
Hospital for Special Surgery di New YorkMount Carmel New Albany Specialty Hospital

L’esperienza americana ha rappresentato il culmine di uno periodo formativo straordinario per il dott. Lamberti perché ha avuto il modo di apprendere e confrontarsi con alcuni dei più importanti maestri al mondo in Chirurgia Protesica dell’Anca e del Ginocchio:

  • Adolph Lombardi
  • Thomas Sculco (il maestro del maestro)
  • Bill Hozack
  • Richard Rothman
  • Javad Parvizi

“Ali per volare, radici per tornare”. Intervista al dott. Lamberti

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Un excursus delle origini professionali del Medico Ortopedico Lamberti, intervistato da VIVA, associazione di promozione sociale Palmense.

 
VIAGGIO TRA LE ECCELLENZE PALMESI
Oggi vi proponiamo di leggere la storia di un giovane medico palmese che senza dubbio possiamo annoverare tra le figure di eccellenza figlie della nostra terra.
 
Il dott. Alfredo Lamberti, figlio d’arte, oltre a mostrare passione e sete di conoscenza per la sua professione di medico ortopedico, ha sempre avuto il pregio di relazionarsi agli altri con sensibilità d’animo e una spiccata attitudine all’ascolto, doti molto rare che, specialmente nella professione del medico fanno la differenza.
 
Excursus Professionale
La passione per la medicina, e per l’ortopedia in particolare, mi hanno portato lontano da casa appena maggiorenne. Subito dopo la maturità classica mi sono iscritto all’Università Campus Bio-Medico di Roma dove, nel 2010, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia. Nel 2016 ho conseguito la Specializzazione in Ortopedia presso la stessa università, appassionandomi in maniera particolare alla chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio. Il momento cruciale della mia formazione professionale è stato indubbiamente il trasferimento a Firenze, avvenuto già durante l’ultimo anno di scuola di specializzazione. In quegli anni a Firenze stava nascendo una grande scuola di chirurgia protesica. “Per diventare grandi bisogna avere grandi maestri”, era una delle frasi ricorrenti che mio padre usava per spronarmi a perseguire obiettivi importanti. E così nell’estate del 2015, ho iniziato a frequentare l’Unità di Chirurgia Ricostruttiva Articolare del Dr. Andrea Baldini, uno dei leader mondiali in questo campo. È stato un periodo di grande crescita personale e professionale. Al fianco del Dr. Baldini ho avuto modo di imparare ad operare applicando le tecniche chirurgiche e i sistemi di recupero post-operatorio più moderni in chirurgia protesica. E i frutti di questo lavoro non sono tardati ad arrivare. Appena specialista, ho vinto una borsa di studio della Società Americana di Chirurgia Protesica di Anca e Ginocchio (AAHKS), che mi ha portato a realizzare l’altra metà del sogno, quella americana. Gli USA rappresentano per un giovane chirurgo il modello perfetto di formazione e professionalizzazione. Rientrato in Italia, non c’è stato bisogno di scegliere: mi veniva data l’opportunità di continuare a lavorare lì dove mi ero formato, accanto al maestro. Il resto è venuto da se.
 
Ruolo di oggi e ospedale
Oggi ricopro il ruolo di Chirurgo Ortopedico dell’Anca e del Ginocchio nel Team di Ricostruzione Articolare del Dr. Baldini presso l’Istituto Fiorentino di Cura e Assistenza-Villa Ulivella e Glicini di Firenze, dove eseguo centinaia di interventi all’anno di chirurgia protesica di Anca e Ginocchio, primaria e di revisione, con l’applicazione di un protocollo di recupero rapido (Fast-Track) che permette ai pazienti operati di ottenere la ripresa immediata della funzione articolare e della loro autonomia.
 
Progetti professionali
Il modello americano con cui ho avuto modo di confrontarmi negli ultimi anni, rappresenta lo standard a cui mi ispiro nella quotidianità. Oggi sappiamo che la chirurgia protesica, che in passato veniva considerata invasiva per il paziente, può in realtà essere brillantemente affrontata anche dai pazienti più anziani e compromessi. E la sua gravosità per il sistema sanitario può ridursi notevolmente con l’applicazione di metodologie d’avanguardia e l’ottimizzazione delle risorse sanitarie. Un esempio pratico: l’intervento di protesi d’anca e quello di protesi parziale di ginocchio vengono effettuati in diversi centri di riferimento degli USA in regime di day-hospital, col paziente che viene dimesso a domicilio nella stessa giornata stessa dell’operazione. Contribuire a realizzare questo in Italia sarebbe una bella soddisfazione.
 
Emozione più bella o obiettivo professionale raggiunto
È una professione che regala emozioni ogni giorno e gli obiettivi sono in continuo divenire. Sicuramente essere arrivato ad esercitare da neo-specialista all’interno di uno dei team di riferimento europei è stato un bel traguardo. Ma la soddisfazione del paziente è il vero filo conduttore. L’inverno scorso ho operato di protesi d’anca bilaterale un paziente settantacinquenne appassionato di tennis. Erano anni che entrambi non giocavamo, lui per colpa delle anche ed io perché non riuscivo a trovare tempo per farlo. Così la scorsa estate, dopo quattro mesi dall’operazione, siamo tornati in campo insieme, ma lui era un ex maestro federale, e me l’ha confidato solo a fine partita.
 
Ostacoli difficili superati nel cammino professionale
Gli anni di formazione sono lunghi e duri. Il rischio di perdere di vista gli obiettivi esiste. E in Italia il sistema formativo non è proprio agevole, è ricco di teoria ma ancora povero di possibilità di applicazione pratica, proprio negli anni in cui si hanno a disposizione più tempo ed energie. Bisogna saper aspettare mantenendo alte le aspirazioni. Quando è matura, l’aspirazione può più facilmente raggiungere la sua realizzazione.
 
Come il Covid ha influenzato il tuo lavoro. Paure nel periodo covid e consigli per il futuro
 
Purtroppo questa pandemia ha segnato indelebilmente la nostra epoca. Ci sarà sempre un pre- e un post-Covid nella vita di tutti noi, ed anche nella professione che ognuno esercita. Fortunatamente, dopo le paure e gli scetticismi del periodo del lock-down, serenità e fiducia sono gradualmente riaffiorate nei pazienti, anche perché le misure di sicurezza sono notevoli. Oggi non si ha accesso al ricovero se non si risulta negativi sia al test sierologico che al tampone. Ma il rischio di abbassare la guardia è concreto. Al momento la mascherina è l’unico vero presidio che abbiamo per proteggerci a vicenda; finchè non ci saranno altre misure, va utilizzata da tutti.
 
Tornerai a Palma nella veste di ortopedico?
Se ci saranno concrete possibilità professionali, perché no. In realtà il contatto con Palma non si è mai spento. Almeno un fine settimana di ogni mese sono presente allo studio di Via Croce, a disposizione di tutte le persone che possano aver bisogno delle mie competenze.
 
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App IFCA Ulivella e Glicini

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Abbiamo pensato ad una applicazione che consenta ai pazienti di ricevere informazioni relativamente al trattamento in modo efficiente. Il procedimento è molto semplice: una volta scaricata da Apple o Android Store, basterà scegliere il proprio trattamento necessario ed eventualmente la data dell’intervento, se già stabilita. Una volta selezionato il tasto “avvia” verrà creata una personale timeline con tutte le info e le spiegazioni necessarie riguardo l’intervento. Oltre al percorso dell’intervento, sull’App troverete materiale informativo ed educativo e saranno inviate notifiche tempestive sui controlli ed avvisi.

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